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Agevolazioni · PMI

Filiera della moda: 100 milioni di euro per i programmi di sviluppo delle PMI

21 settembre 2026 · Studio Bruno

Il rilancio della filiera della moda passa da un nuovo pacchetto di agevolazioni dedicato alle piccole e medie imprese. Il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 6 agosto 2026, attuativo dell'art. 3 della legge annuale sulle PMI (L. 34/2026), assegna 100 milioni di euro del Fondo per la crescita sostenibile a programmi di sviluppo realizzati sul territorio nazionale, nella forma del contributo a fondo perduto e, su richiesta, del finanziamento agevolato.

L'obiettivo dichiarato è sostenere la competitività di tessile, abbigliamento, pelletteria, calzature, accessori, gioielleria, occhialeria, cosmetica e delle altre attività espressamente comprese nell'allegato ATECO 2025 al decreto. La misura mira in particolare a rafforzare l'integrazione delle lavorazioni in Italia lungo l'intera catena del valore, a promuovere l'impiego prevalente di semilavorati italiani o dell'Unione europea e a favorire le aggregazioni tra imprese. Possono accedere le PMI costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese, operanti nei comparti individuati e in regola con gli obblighi contributivi.

I programmi ammissibili devono prevedere spese complessive comprese tra 1 e 20 milioni di euro e possono essere avviati soltanto dopo la presentazione della domanda: si tratta di una condizione di ammissibilità da non sottovalutare, perché qualsiasi ordine o pagamento anticipato pregiudica l'agevolazione. Gli investimenti devono concludersi entro 36 mesi dal provvedimento di concessione, con possibilità di proroga motivata fino a 12 mesi. Per i progetti presentati congiuntamente sono richieste da tre a sei PMI, ciascuna con un progetto di almeno 200 mila euro.

Le iniziative finanziabili comprendono la creazione di nuove unità produttive, l'ampliamento della capacità di impianti esistenti, la riconversione verso prodotti non realizzati in precedenza, la ristrutturazione mediante un cambiamento fondamentale del processo produttivo e l'acquisizione di attivi di stabilimenti esistenti. È prevista altresì una corsia in de minimis per programmi fino a 1 milione di euro destinati al rinnovo di impianti, macchinari e attrezzature, purché funzionali al mantenimento o al miglioramento della capacità produttiva. Tra le spese agevolabili rientrano il suolo aziendale e le relative sistemazioni fino al 10% del programma, le opere murarie e le infrastrutture specifiche fino al 40%, i macchinari e le attrezzature nuovi di fabbrica, le immobilizzazioni immateriali e le consulenze connesse all'investimento entro il 5%.

Il piano di sviluppo può essere completato da progetti di innovazione di processo e dell'organizzazione, per un importo non superiore al 40% dell'investimento complessivo, e da attività di formazione del personale entro il 20%; quando il programma produttivo supera 5 milioni di euro di spese ammissibili possono essere inseriti anche interventi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Il finanziamento agevolato può arrivare al 20% degli investimenti ammissibili, con durata fino a 10 anni oltre a un preammortamento fino a 3 anni e tasso pari al 20% di quello di riferimento; contributo e finanziamento non possono comunque superare complessivamente il 75% delle spese ammissibili.

La selezione avviene con procedura valutativa a graduatoria: incidono la copertura finanziaria del piano, il rapporto tra margine operativo lordo e investimento previsto, il possesso di certificazioni etico-sociali e gli strumenti di tracciabilità della supply chain. Sono previste maggiorazioni di punteggio per il rating di legalità, la certificazione della parità di genere, l'uso prevalente di semilavorati italiani o europei, i progetti congiunti che coinvolgano diverse fasi della filiera e l'incidenza del costo del personale superiore al 15% del fatturato. Una quota delle risorse è inoltre riservata alle micro e piccole imprese e agli investimenti nel Mezzogiorno. I termini e le modalità di presentazione delle domande saranno fissati con un successivo decreto direttoriale: nell'attesa conviene predisporre il piano economico-finanziario e la documentazione sulle certificazioni, dal momento che il punteggio dipende in misura rilevante da elementi che richiedono tempo per essere acquisiti.

Elementi essenziali della misura

  • Dotazione di 100 milioni di euro a valere sul Fondo per la crescita sostenibile
  • Programmi di sviluppo con spese comprese tra 1 e 20 milioni di euro, da avviare solo dopo la domanda
  • Contributo a fondo perduto e, su richiesta, finanziamento agevolato fino al 20% degli investimenti
  • Contributo e finanziamento entro il 75% complessivo delle spese ammissibili
  • Progetti congiunti da tre a sei PMI, con almeno 200 mila euro ciascuna
  • Termini di presentazione da fissare con successivo decreto direttoriale del MIMIT
Riferimenti normativi:
D.M. MIMIT 6 agosto 2026 · art. 3 L. 11 marzo 2026 n. 34 (legge annuale sulle PMI) · Fondo per la crescita sostenibile · Reg. UE 651/2014 · Reg. UE 2023/2831 (de minimis)