Le imprese che hanno presentato una comunicazione per il credito d'imposta Transizione 5.0 rimasta senza copertura per esaurimento dei fondi disponibili possono rientrare nell'agevolazione grazie alle nuove risorse stanziate. Il piano sostiene gli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 inseriti in progetti che riducono i consumi energetici della struttura produttiva o dei processi.
In sede di conversione del decreto fiscale (art. 8 del D.L. 38/2026, conv. L. 88/2026) il credito è stato incrementato ed esteso anche agli investimenti in impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Per le istanze che erano rimaste «in coda», la percentuale di soddisfacimento è così salita in misura rilevante, recuperando le comunicazioni prima escluse per insufficienza di fondi.
Quanto all'utilizzo, il credito spetta in compensazione tramite modello F24 con il codice tributo «7079», senza applicazione dei limiti ordinari alle compensazioni. È utilizzabile entro il 31 dicembre 2026, decorsi cinque giorni dalla comunicazione dell'importo effettivamente spettante trasmessa dal GSE. È pertanto opportuno conservare la documentazione del progetto e le certificazioni tecniche, presupposto per il riconoscimento e per gli eventuali controlli.
Va ricordato che il beneficio non è automatico ma segue un percorso scandito da adempimenti telematici verso il GSE: una comunicazione preventiva con cui si "prenotano" le risorse, una eventuale comunicazione di avanzamento e una di completamento dell'investimento, accompagnate dalle certificazioni tecniche che attestano il risparmio energetico conseguito. È inoltre opportuno valutare la cumulabilità con altre agevolazioni: l'incentivo è infatti compatibile con diverse misure, ma nei limiti del costo sostenuto e secondo le regole specifiche del piano. La corretta tenuta della documentazione resta dunque centrale, sia per la spettanza del credito sia in caso di controlli.
art. 8 D.L. 38/2026 conv. L. 88/2026 · art. 38 D.L. 19/2024 (Transizione 5.0) · codice tributo 7079 (ris. Agenzia delle Entrate nn. 14 e 16 del 2026)