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Fisco · Riscossione

Riscossione: dalle fatture elettroniche i dati per i pignoramenti presso terzi

8 giugno 2026 · Studio Bruno

Con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate n. 153611 del 22 maggio 2026 la fattura elettronica assume una nuova funzione: non più soltanto strumento di controllo della compliance, ma fonte informativa a servizio del recupero coattivo dei tributi. Il provvedimento dà attuazione all'art. 1, c. 5-bis, lett. b-ter) del D.Lgs. 127/2015 e si inserisce nella riforma dell'Amministrazione fiscale prevista dal PNRR.

In concreto, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione i dati relativi all'importo complessivo dei corrispettivi e al numero delle fatture elettroniche emesse dai debitori titolari di partita IVA con carichi a ruolo, nonché dai loro coobbligati. Si tratta di informazioni in precedenza accessibili soltanto alla Guardia di Finanza, per funzioni di polizia, o alla stessa Agenzia ai fini dell'analisi del rischio.

L'attenzione della Riscossione si concentra sui cosiddetti «terzi pignorabili», ossia i cessionari o committenti — anch'essi titolari di partita IVA — verso i quali il debitore ha emesso fatture nei sei mesi precedenti. Di tali soggetti vengono acquisiti il codice fiscale, la partita IVA, la denominazione o ragione sociale e il domicilio fiscale, ossia i dati strettamente necessari ad avviare il pignoramento presso terzi dei crediti commerciali vantati dal debitore.

Ne deriva, per le imprese con debiti iscritti a ruolo, un significativo aumento della trasparenza dei flussi attivi e, di conseguenza, della propria esposizione: la Riscossione è posta in condizione di individuare quasi in tempo reale i crediti aggredibili, sulla base di transazioni effettive dell'ultimo semestre. Pertanto, conviene una gestione preventiva e strutturata della posizione debitoria — ad esempio mediante rateazione — anche al fine di preservare i rapporti commerciali con la clientela.

Lo scambio dei dati segue una progressione modulare: nella fase iniziale avverrà tramite canali PEC con file protetti, mentre a regime è previsto un servizio automatizzato. Il trattamento, fondato sull'interesse pubblico e sull'esercizio di pubblici poteri, ha ottenuto il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali del 14 maggio 2026, con l'adozione di misure volte alla minimizzazione delle informazioni trattate.

In sintesi

  • Provvedimento AE 22.05.2026 n. 153611, attuativo dell'art. 1, c. 5-bis, lett. b-ter) D.Lgs. 127/2015
  • Dati condivisi con la Riscossione: corrispettivi e numero di fatture dei debitori a ruolo
  • Obiettivo: individuare i «terzi pignorabili», cioè i clienti fatturati negli ultimi 6 mesi
  • Effetto: pignoramenti presso terzi più rapidi sui crediti commerciali del debitore
Riferimenti normativi:
provv. AE 22.05.2026, n. 153611 · art. 1, c. 5-bis, lett. b-ter) D.Lgs. 127/2015 · parere Garante privacy 14.05.2026