Dal 21 settembre 2026, attraverso la piattaforma Restart, le imprese che abbiano superato il test di autovalutazione online possono presentare domanda per un contributo a fondo perduto destinato alle misure di conciliazione tra vita privata e vita lavorativa. La dotazione complessiva ammonta a 7,5 milioni di euro, così ripartiti: 3,25 milioni riservati ai voucher per servizi di assistenza tecnica e 4,25 milioni destinati ai servizi di certificazione.
Il superamento del test di autovalutazione disponibile sulla piattaforma costituisce un passaggio obbligato, che precede e condiziona la presentazione dell'istanza. Trattandosi di risorse limitate, è verosimile — secondo l'impostazione consueta di misure analoghe — che l'assegnazione segua una logica a sportello, con attribuzione in ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento della dotazione. È pertanto opportuno che le credenziali di accesso alla piattaforma siano predisposte per tempo e che l'autovalutazione risulti già completata prima dell'apertura dei termini, posto che nelle procedure a sportello il fattore temporale incide in misura determinante sull'esito della domanda.
La misura si collega, peraltro, a un'agevolazione di natura contributiva. L'art. 6 del D.L. 62/2026, convertito dalla L. 112/2026, riconosce infatti ai datori di lavoro che adottano misure di conciliazione tra esigenze familiari e attività lavorativa un esonero contributivo pari all'1% dei contributi previdenziali, nel limite di 50.000 euro, con decorrenza dal 28 giugno 2026. L'accesso al beneficio presuppone il possesso della certificazione di conformità alla prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026 nonché il rispetto, tra l'altro, della disciplina in materia di salario giusto. L'esonero è altresì cumulabile con quello riservato ai datori di lavoro in possesso della certificazione della parità di genere.
Sul piano operativo permane tuttavia una criticità: la fruizione concreta dell'esonero presuppone l'apertura della procedura telematica INPS, allo stato non ancora disponibile. In attesa del rilascio dell'applicativo, nulla impedisce che il percorso di certificazione secondo la prassi UNI/PdR 192:2026 venga avviato fin d'ora, tanto più che il contributo a fondo perduto finanzia proprio i servizi di certificazione e l'assistenza tecnica necessaria a conseguirla. Un'impostazione di questo tipo consente di farsi trovare pronti al momento del rilascio della procedura e di recuperare il beneficio a partire dalla decorrenza del 28 giugno 2026, senza subire la perdita delle mensilità già maturate nelle more dell'attivazione dell'applicativo.
Va considerato, di conseguenza, che le due misure operano su piani distinti ma convergenti: il contributo a fondo perduto interviene sui costi del percorso di certificazione, mentre l'esonero agisce sulla contribuzione previdenziale una volta acquisita la certificazione medesima. Chi intenda avvalersi di entrambe ha interesse, di conseguenza, a considerarle in una sequenza unitaria, poiché il finanziamento del percorso di certificazione rappresenta il presupposto fattuale dell'accesso al beneficio contributivo. Secondo quanto reso noto, le domande si presentano a partire dal 21 settembre 2026 sulla piattaforma Restart, previo superamento del test di autovalutazione online.
art. 6 D.L. 62/2026 conv. L. 112/2026 · prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026 · piattaforma Restart