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Fisco · Concordato

Concordato preventivo biennale 2026-2027: come aderire e chi può farlo entro il 31 ottobre

27 luglio 2026 · Studio Bruno

Con l'avvicinarsi delle scadenze dichiarative si riapre la finestra per aderire al concordato preventivo biennale (CPB) per il biennio 2026-2027. La fonte normativa resta il D.Lgs. 13/2024: il contribuente che applica gli ISA può accettare la proposta formulata dall'Agenzia delle Entrate, cristallizzando per due anni il reddito d'impresa o di lavoro autonomo e il valore della produzione ai fini IRAP su cui calcolare le imposte, a prescindere dai risultati effettivamente conseguiti.

Possono accedere al nuovo biennio i soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che non hanno aderito, per il medesimo arco temporale, al concordato 2025-2026. Nello specifico, la platea comprende sia chi non ha mai concordato, sia chi ha aderito al primo biennio 2024-2025 e intende ora rinnovare l'opzione, arrivando così a quattro annualità consecutive di reddito concordato. Restano esclusi coloro che presentano cause di esclusione o che non soddisfano i requisiti di regolarità richiesti dalla disciplina.

L'adesione può avvenire, come per i bienni precedenti, compilando il quadro P dedicato al concordato all'interno del modello ISA che correda il modello Redditi 2026. In alternativa, è prevista una modalità di invio autonomo: nel frontespizio del modello Redditi 2026, sezione «Tipo di dichiarazione», va barrata la nuova casella «Comunicazione CPB» indicando il codice 1, e va trasmesso il modello CPB 2026-2027. L'invio del solo frontespizio unito al modello CPB non ha natura dichiarativa, ma vale unicamente come comunicazione dell'adesione alla proposta.

La medesima casella «Comunicazione CPB» consente, con il codice 2, di revocare l'adesione. Sia l'accettazione sia la revoca devono essere comunicate entro il 31 ottobre 2026, termine che, cadendo di sabato, slitta di fatto al 2 novembre 2026; entro la stessa data va inviato il modello Redditi 2026 qualora si opti per l'adesione all'interno degli ISA. Si tratta di un termine la cui inosservanza preclude l'accesso al regime per il biennio in esame.

In sintesi

  • Aderiscono i soggetti ISA che non hanno concordato il biennio 2025-2026
  • Adesione con il quadro P negli ISA o con la casella «Comunicazione CPB» (codice 1)
  • Adesione e revoca entro il 31 ottobre 2026 (di fatto il 2 novembre 2026)
  • Le proposte 2026-2027 muovono dal reddito e dal VPN rettificati del 2025

Nel quadro P il contribuente indica il codice ISA e il codice dell'attività prevalente secondo la classificazione ATECO 2025, la categoria reddituale (reddito d'impresa o di lavoro autonomo) e attesta, mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio, la presenza dei requisiti e l'assenza di cause di esclusione, oltre all'eventuale verificarsi di eventi straordinari. Ai righi dedicati vanno riportati il reddito rettificato e il valore della produzione netta rettificati relativi al 2025, grandezze dalle quali muovono le proposte per il 2026 e per il 2027.

Il reddito rilevante ai fini del concordato è determinato secondo le regole ordinarie, in funzione del regime contabile adottato, ma al netto di alcune componenti straordinarie. Per il reddito d'impresa non concorrono, tra l'altro, le plusvalenze e le sopravvenienze attive, le minusvalenze, le sopravvenienze passive e le perdite su crediti, nonché i redditi da partecipazione. Analoghe esclusioni operano per il lavoro autonomo, con riferimento a plusvalenze e minusvalenze, redditi da partecipazione e corrispettivi per la cessione della clientela. In entrambi i casi non rileva la maggiorazione del costo del lavoro connessa alle nuove assunzioni.

L'adesione impegna il contribuente a dichiarare, per ciascuno dei due periodi d'imposta, il reddito concordato, indipendentemente dal risultato effettivamente conseguito: se il reddito reale è superiore, la differenza non è ulteriormente tassata; se è inferiore, l'imposta resta comunque dovuta sul concordato. Sui maggiori redditi concordati rispetto a quelli dichiarati per il 2025 è possibile applicare un'imposta sostitutiva, con aliquota che varia in funzione del punteggio ISA di partenza.

Occorre inoltre considerare che il concordato cessa di produrre effetti al verificarsi di determinate circostanze eccezionali – tra cui la cessazione o la liquidazione dell'attività e una contrazione dei redditi effettivi superiore al 30% rispetto a quelli concordati – e decade in presenza di violazioni significative. La scelta va dunque ponderata sull'intero orizzonte biennale e non sulla sola convenienza del primo anno. Per chi ritiene la proposta coerente con le prospettive dell'attività, il rispetto del termine del 31 ottobre 2026 (di fatto il 2 novembre) costituisce la condizione essenziale per accedere al regime.

Riferimenti normativi:
D.Lgs. 13/2024 · quadro P modello ISA/Redditi 2026 · casella «Comunicazione CPB» frontespizio Redditi 2026