Decreto fiscale 2026 convertito in legge: rottamazione, interessi INPS dimezzati e nuovi tetti al concordato
Con il voto definitivo della Camera del 20 maggio 2026, il decreto fiscale (D.L. 38/2026) è stato convertito nella L. 22.05.2026, n. 88, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio. Non si tratta di semplice manutenzione: il provvedimento riscrive diversi passaggi della legge di Bilancio 2026 e introduce misure che incidono direttamente sulla gestione d'impresa.
La novità che più alleggerisce la cassa riguarda le rateazioni dei debiti contributivi INPS, con la maggiorazione sugli interessi che porta il tasso complessivo dall'8,15% al 4,15%. Sul concordato preventivo biennale 2026-2027 l'adesione slitta al 31 ottobre 2026 e i tetti agli incrementi (+30% / +35%) vengono estesi anche ai contribuenti con punteggio ISA basso. Cambia altresì la rottamazione-quinquies, ora aperta ai carichi degli enti territoriali affidati alla riscossione tra il 2020 e il 2023.
Le principali novità per le imprese
- Interessi rateazioni INPS — tasso complessivo ridotto dall'8,15% al 4,15%
- Bollo conti correnti imprese — aumenta da 110 a 118 euro annui
- Concordato preventivo 2026-2027 — adesione al 31 ottobre 2026; tetti +30% / +35% estesi anche agli ISA bassi
- Rottamazione-quinquies — 5 giorni di tolleranza sull'ultima rata ed estensione ai carichi degli enti locali 2020-2023 (delibera entro il 30 giugno 2026)
- Pagamenti PA ai professionisti — nessun blocco del compenso se le cartelle non pagate sono ≤ 5.000 euro (dal 15 giugno 2026)
- Dividendi e plusvalenze (Pex) — ripristinato il regime precedente, eliminato il requisito dimensionale dal 1° gennaio 2026
D.L. 38/2026 conv. L. 22.05.2026, n. 88 (GU n. 117) · D.Lgs. 13/2024 · L. 199/2025